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La battaglia di Valibona

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 1944, un gruppo di 17 giovani partigiani (12 italiani, 5 ex prigionieri, due russi, uno dei quali era un tenente dell’Armata Rossa, due slavi e un capitano inglese) che stava riposando nel fienile del Lastrucci a Case di Valibona, viene circondato, a causa di una delazione. Numerose e organizzate forze fasciste (circa 150/200 militi) avevano risalito la Calvana da due diverse direzioni, da Vaiano, località La Briglia e da Calenzano, località Secciano. Facevano parte della spedizione elementi della banda Carità, una formazione della guardia repubblichina guidata da Duilio Sanesi, comandante del presidio di Prato, i carabinieri e i fascisti dei Comuni limitrofi, reparti agguerriti, ben armati e equipaggiati. I partigiani vengono attaccati all’alba.

La zona della Calvana era difficile da controllare e loro in quel momento erano solo 17 giovani, provenienti da diverse parti d’Italia e dai Paesi in guerra. Il soldato sovietico Mirko, svegliatosi per un bisogno, si accorge del nemico e avverte il comandante Lanciotto Ballerini. La battaglia divampa per alcune ore (circa tre e mezzo). Lanciotto affronta direttamente il nemico, permettendo agli altri compagni di salvarsi. Cade in combattimento insieme al salrdo Luigi Giuseppe Ventroni, addetto al fucile mitragliatore “Breda”.

Dopo l’aspra battaglia sul terreno rimangono, oltre ai corpi dei caduti, quello di Loreno Barinci, ferito gravemente, a cui si aggiungono tre morti e una dozzina di feriti tra gli attaccanti. Per una ferita alla gamba, dopo dieci giorni di agonia, muore in ospedale a Prato Duilio Sanesi, capo della spedizione fascista.

I fascisti catturano cinque partigiani: Andrey Vladimiro, tenente dei genieri dell’Armata Rossa, viene giustiziato; a Mario Ori viene sparato a un braccio; a Tommaso Bertovich spaccano la testa; Corrado Conti e Benito Guzzon sono percossi selvaggiamente e tutti i prigionieri, dopo intimidazioni e sevizie, vengono in tarda serata consegnati ai tedeschi alla Fortezza da Basso. Loreno Barinci, rimasto a terra e creduto morto, viene catturato il giorno dopo, mentre gli altri nove partigiani riescono a rompere l’accerchiamento e a trovare riparo in direzioni diverse.

Per punire i contadini dell’ospitalità data ai partigiani, i fascisti bruciano e saccheggiano tutte le case di Valibona, catturano e legano i vecchi, le donne e i bambini, compresa una donna incinta, che vengono caricati e condotti alla Fortezza da Basso.

 

Ultimo aggiornamento 26/06/2015


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