Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Cinquanta anni di diritti

Mostra e video online in occasione del 50° anniversario dell’approvazione dello Statuto dei lavoratori

La lunga strada verso lo Statuto dei Lavoratori e le prospettive per il futuro, ovvero le sfide di oggi.

È questo il messaggio dell'iniziativa online promossa dal Comune di Calenzano in occasione del 50° anniversario dell’approvazione della legge 300 del 1970, meglio nota come Statuto dei Lavoratori.

Su questa pagina e sui canali social istituzionali, vengono  pubblicati, appena disponibili, i contributi video di studiosi e sindacalisti che raccontano la genesi dello Statuto e le prospettive attuali e future dei diritti dei lavoratori, in un contesto economico e produttivo radicalmente cambiato rispetto agli anni ‘70. 

Ad accompagnare i video, alcuni pannelli illustrativi che ripercorrono la lunga strada verso lo Statuto, partendo dall'Unità d'Italia, quando vengono gettate le fondamenta dei primi diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Si prosegue poi con la Lotta di Liberazione, il gran detonatore che fece acquistare al lavoro ed ai lavoratori un ruolo centrale nella politica italiana. Quindi il Patto di Roma e la nascita della CGIL unitaria, ed a seguire il lavoro nella nostra Carta Costituzionale. La storia prosegue con le grandi manifestazioni sindacali, spesso represse nel sangue e si conclude con la genesi politica e l'iter legislativo dello Statuto dei Lavoratori. La mostra finisce con uno sguardo all'attualità e alle nuove sfide del diritto del lavoro: riders, braccianti, badanti e finte partite IVA.

Presentazione del Sindaco Riccardo Prestini

Perché parlare di Statuto dei Lavoratori dopo 50 anni?

  • Perché il mondo del lavoro, l'economia, la società cambiano continuamente e l'emergenza sanitaria, economica e sociale con la quale è iniziato il 2020 ce lo dimostra.
  • Perché c'è ancora bisogno di diritti e tutele, c'è bisogno di valutare le nuove strade che prende il mercato del lavoro, le conseguenze dell'innovazione tecnologica, del precariato.
  • Perché senza sviluppo non c'è lavoro, senza lavoro non c'è dignità e senza diritti non c'è giustizia.

continua a leggere

Contributi Video 

Pannelli illustrativi

1886 - Legge 3657 (legge Berti) sul lavoro minorile:

- limite d’età per l’ammissione al lavoro 9 anni;

- limite d’età per il lavoro notturno 12 anni.

Statuto 1/a

1898 - Legge n. 80 (legge Guicciardini) sulla sicurezza sul lavoro:

- disposizioni relative alle misure da adottarsi per la prevenzione degli infortuni;

- obbligo dell'assicurazione di infortunio sul lavoro, a spese dell’impresa.

Statuto 1b

1902 - Legge 242 (legge Carcano) sul lavoro femminile e minorile:

- tetto massimo di 12 ore giornaliere di lavoro per le donne;

- divieto di lavoro notturno per le donne minorenni;

- introduzione del congedo di maternità (riposo obbligatorio di quattro settimane dopo il parto);

- limite d’età per l’ammissione al lavoro: 12 anni.

Statuto 1c


La Festa dei Lavoratori nasce come momento di lotta internazionale nelle rivendicaizoni operaie della seconda metà dell’800. La scelta del I° maggio, come data per la festa dei lavoratori, deriva dai fatti di Haymarket Square (Chicago,USA) dove, nel 1886, pacifici lavoratori che manifestavano per la giornata lavorativa di 8 ore furono furono vittime di una violenta repressione che causò molte vittime. In Italia, si ricordano i “moti per il pane” di Milano del 1898 soffocati con i cannoni che spararono sulla popolazione inerme e disarmata.Statuto 2


Il 4 giugno del 1944, con il “Patto di Roma”, nasce la CGIL unitaria. Raggruppa forze di ispirazione cattolica, socialista, comunista. Formalmente autonoma dai partiti politici, dallo Stato, dal governo. È indipendente dal sistema economico.

La CGIL è costruita su ispirazione di Giuseppe Di Vittorio, di Bruno Buozzi e di Achille Grandi, ma il Patto di Roma porta le firme di Giuseppe Di Vittorio, Achille Grandi e Emilio Canevari. Bruno Buozzi infatti viene barbaramente assassinato dai nazisti in ritirata da Roma il 3 giugno 1944, il giorno precedente la firma del patto. Proprio per ricordare il ruolo fondamentale di Bruno Buozzi nella ricostruzione del libero sindacato dopo il fascismo, il patto di Roma porta simbolicamente come data di stipula il 3 giugno 1944.

Statuto 3


1945 Italia Liberata  - 1946 Repubblica Italiana - 1948 entra in vigore la Costituzione

Articoli sul lavoro:

Art. 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. [...]

Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 35 La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.

Art. 36 Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 37 La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Art. 39 L'organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Art. 40 Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano.

Statuto 4


1° maggio: festa del lavoro

A poco più di un anno dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, con la legge 260 de maggio 1949 si stabilisce che “il 1 maggio: festa del lavoro” è “considerata giorno festivo, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici”. Vale la pena ricordare che la legge arriva a due anni dalla Strage di Portella della Ginestra, I maggio 1947.

4b

Gli scioperi

7 marzo 1947 Messina, sciopero generale contro il carovita e per gli aumenti salariali. Tre operai morti.

1 maggio 1947 Strage di Portella della Ginestra (PA). Undici morti.

18 novembre 1947 Sciopero generale. A Corato (BA). Tre contadini morti.

17 maggio 1949 Sciopero generale dei braccianti in Val Padana. Una mondina morta.

9 gennaio 1950 Modena - Fonderie Riunite sciopero provinciale. Sei manifestanti morti.

Luglio 1960 Sciopero generale della CGIL contro il governo Tambroni.
Fatti di Reggio Emilia, cinque operai uccisi. In Sicilia, cinque manifestanti morti.

16 marzo 1966 Sciopero dei metalmeccanici. La FIAT licenzia per rappresaglia.

11 luglio 1968 Sciopero unitario a Roma contro la disoccupazione.

14 novembre 1968 Sciopero generale indetto da CGIL, CISL e UIL per la riforma pensionistica. È il primo sciopero generale unitario dopo le scissioni che avevano portato alla formazione di CISL e UIL.

2 dicembre 1968 Avola (SR), sciopero dei braccianti. Due manifestanti morti.

9 aprile 1969 Battipaglia (SA), manifestazione contro la chiusura del tabacchificio. Due manifestanti morti.

19 novembre 1969 Sciopero generale CGIL, CISL e UIL contro il "caro affitti" e per la casa, grande manifestazione. Scontri con feriti a Roma.


Verso lo Statuto

Carlo Donat-Cattin (Ministro del Lavoro e della previdenza sociale) interviene in Senato il 9 dicembre 1969 alla discussione sul disegno di legge dello Statuto dei Lavoratori:

“[…] L’importanza di questo provvedimento è – credo - universalmente riconosciuta tanto da coloro i quali lo sostengono, quanto, in particolare, da coloro che lo avversano: esso trova la sua giustificazione nella realizzazione di nuovi e più giusti rapporti non solo tra stato e cittadino ma tra forze speciali dotate di differenti poteri nella società; un nuovo equilibrio nelle relazioni politiche e tra le forze sociali costituisce l'obiettivo profondo della costituzione repubblicana che, in più punti, traccia un cammino convergente in questa direzione.[...]”

Gino Giugni (Presidente della Commissione di esperti che ha elaborato il disegno di legge dello Statuto dei Lavoratori) in un’intervista rilasciata al quotidiano “Avanti” giugno 1969 :

“[...] La creazione di un ampio spazio per il sindacato nell’azienda è un’esigenza che si è manifestata in tutti i paesi europei e il diritto sindacale italiano con questa legge apparirà tra i più avanzati se non il più avanzato in senso assoluto.

A maggiori poteri si accompagnano naturalmente maggiori responsabilità; ma credo che i sindacati italiani siano in grado di assolvere queste ultime; mentre un imprenditore moderno non può non accettare di buon grado il quadro di relazioni industriali che estende l’area del dialogo e quindi della contrattazione[...]”.

20 maggio 1970

1952 Giuseppe di Vittorio per primo parla di fare “lo statuto dei diritti dei lavoratori all’interno dell’azienda. Formulato in pochi articoli chiari e precisi, lo statuto può costituire norma generale per i lavoratori e per i padroni all’interno dell’azienda [...]”.

1963 Aldo Moro: “Il Governo esprime inoltre il proposito di definire, sentite le organizzazioni sindacali , uno statuto dei diritti dei lavoratori al fine di garantire dignità, libertà e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

1968 giugno - Gruppo PCI del Senato presenta un disegno di legge nel quale propone una normativa per la tutela della libertà e della dignità dei lavoratori e per l'esercizio dei loro diritti costituzionali nei luoghi di lavoro.

Gennaio 1969 (fatti di Avola del dicembre 1968) Giacomo Brodolini - Ministro del Lavoro e della previdenza sociale del governo Rumor I (dicembre/1968-agosto/1969) - annuncia un disegno di legge per varare lo Statuto del sindacato nell’impresa, che garantisca i diritti della persona nei posti di lavoro.

1969 viene istituita una Commissione di giuristi e di esperti in relazioni industriali per l’elaborazione dello Statuto dei Lavoratori presieduta dal giovane giuslavorista Gino Giugni.

20 giugno 1969 - il disegno di legge dello Statuto dei Lavoratori viene approvato in Consiglio dei Ministri.

24 giugno 1969 – il disegno di legge n° 738 “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro” viene presentato in Senato.

11 luglio 1969 – Giacomo Brodolini muore.

11 dicembre 1969 - Lo statuto dei lavoratori viene approvato al Senato.

20 maggio 1970 Lo statuto dei lavoratori viene approvato alla Camera e diventa LEGGE.

20 maggio 2020



HTML 5
CSS 3